INTERVENTO DI DON STEFANO TARDANI

Ogni giovane, immaginando il proprio avvenire, si pone delle domande: “Quale famiglia avrò, quale lavoro? Quale sarà il mio futuro?”.

Per rispondere occorre certo guardarsi intorno, ma è necessario, anche, guardarsi dentro, nella dimensione interiore e spirituale, dove risiedono i sentimenti e i valori della libertà e della volontà.

Per prepararsi al futuro, occorre prendere in esame tutte le dimensioni della vita: quella del pensiero e della cultura, quella che riguarda la dimensione fisica, la dimensione affettiva e quella spirituale. Occorre osservare, poi, tutta l’estensione della vita: quella personale e quella sociale, che riguarda il bene comune, il bene di tutti.

Non ultimo, occorre cercare il senso della vita, quella storica e quella eterna.

La ricerca porta ciascuno a domandarsi: “Chi sono?”

In fondo, dobbiamo tutti domandarci: “Chi siamo? Come funzioniamo?”.

L’avvenire di quale futuro ci aspetta, dipende da questa domanda umana, fondamentale: Figli di chi? [2^ slide]. Perché siamo al mondo!

Per fare la storia ed essere integrati nella vita sociale, non basterà dunque essere pronti e bravi, ben preparati professionalmente, occorrerà anche essere capaci e maturi, come persone umane.

A questo serve lo sviluppo del mondo interiore: fugace ed invisibile ma essenziale, e troppo poco apprezzato nella nostra società. 2

La questione dell’umano oggi, di fatto, è urgente e va presa sul serio e in tempo, affinché le nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale e del potere non si sostituiscano all’essere umano, soppiantandolo.

Infatti, il rispetto e la salvaguardia del creato e della natura, purtroppo, non sempre si identificano con il rispetto e il bene del mondo dell’umano.

Non è in pericolo, dunque, solo la terra ma è in pericolo lo stesso mondo umano, dell’“essere umani”.

Il Dott. Jérome Lejeune, medico e pioniere della genetica moderna, che ha scoperto la sindrome di Down (la Trisomìa 21), diceva:

“Dobbiamo ricostruire la nostra intelligenza perché una ragione distorta rende l’uomo insensibile agli appelli del cuore”.

Infatti, lo sviluppo tecnologico, il benessere materiale e quello economico, da soli, non garantiscono i valori, quali la libertà, la verità, l’amore, la solidarietà umana, l’onestà e la giustizia.

I valori non possono poggiarsi sui bilanci e sugli interessi, finanziari e di parte.

La vita umana con i suoi valori ha bisogno di trovare il fondamento nella realtà più profonda di ogni essere umano, cioè, nella realtà dell’anima spirituale, nello spirito umano, dove in ciascuno risiedono il bene, la libertà, la coscienza e la più grande dignità. È questa dimensione spirituale il campo della mia ricerca scientifica, interdisciplinare e internazionale, che svolgo nella Fondazione IRIS-3 [3^ slide].

Il celebre Mogol, paroliere e autore di canzoni e di testi di grande successo, in una intervista, qualche anno fa ha detto: “Senza Dio siamo al centro del nulla”. E io direi, che “senza l’anima spirituale siamo fuori del baricentro, siamo spiantati”.

Inoltre, oggi ci troviamo tutti davanti ad un nuovo dinamismo storico-sociale.

Il passato si allontana sempre più velocemente e difficilmente raggiunge le nuove generazioni (specialmente riguardo alla sapienza), e il futuro è sempre incerto e instabile per le sue dinamiche fluttuanti, certo appassionanti, ma anche, non sempre, rassicuranti.

In questa corsa che ci ricorda tanto lo sport emozionante del surf (serf) sulle creste dell’onda, spesso si muove la ricerca del futuro di tanti giovani, per cogliere le belle opportunità che diano soddisfazioni. 3

La velocità dei cambiamenti, le nuove applicazioni della cibernetica e dell’Intelligenza Artificiale, insieme all’imponderabile assetto sociale mondiale, in continua evoluzione, pongono nuove opportunità ma anche incertezze in molti campi, anche in quello del mondo del lavoro che segue, ormai, la nuova formula, il nuovo trend:

il lavoro, infatti, insegue sempre più l’evolversi veloce del mondo e non viceversa, come una volta, quando il mondo inseguiva lo sviluppo del lavoro.

È qui, che la preparazione professionale e le proprie capacità personali devono interagire con la società e le Istituzioni, le quali devono prendere a cuore il futuro umano della vita. [1^ slide].

Tropo spesso la famiglia e il mondo del lavoro camminano separatamente, mentre dovrebbero interagire positivamente per il bene della vita e dell’umano.

Le varie Istituzioni possono, e devono dare un grande contributo.

Tra queste, la famiglia gioca un ruolo fondamentale perché si pone come elemento di stabilità, personale e sociale, e come collegamento prezioso di continuità tra le generazioni.

La famiglia è proprio il luogo dove nasce la vita e dove si sperimentano per prima, i valori e tutto ciò che è propriamente umano:

I valori quali l’amore per la vita, per la verità, per la libertà, l’amore del bene e della pace, il valore di una fede che apre nuovi orizzonti, e in particolare, la fede in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, che ha portato l’amore agape sulla terra.

E poi, i valori umani sociali, quali il rispetto, la giustizia, l’accoglienza, la solidarietà, quello delle proprie radici, la partecipazione democratica, l’impegno creativo per il bene di tutti e di ciascuno:

Tutti questi valori, insieme, sono capaci di dare un senso alla vita umana.

Essi maturano e si sviluppano insieme alla vita, proprio già nella famiglia.

È qui, dall’amore sincero di una coppia e di una famiglia, che questi valori si imparano nella gratuità e nella perseveranza della costruzione dell’umano. Si tratta del bene prezioso della vita e di tanti doni quotidiani che l’amore e il sorriso di una famiglia possono regalare.

La famiglia con la sua stabilità degli affetti e dei legami è una delle realtà più importanti nella vita di ciascuno. 4

La famiglia, va cercata, costruita, amata e protetta. È un bene personale e sociale, unico e insostituibile. La famiglia è un bene prezioso!

Mi sto occupando anche di vocazioni speciali, proprio per la formazione di “Sacerdoti per la famiglia” di cui c’è tanto bisogno.

A un’attenta osservazione, si può vedere come in ciascun giovane c’è la capacità di donare la vita e la spinta per il proprio futuro; c’è la forza e la speranza dell’amore per una vita bella, anche quando l’esperienza familiare, è stata carente o addirittura, deleteria, come purtroppo in alcuni casi drammatici. Ma questi “fumi” dell’egoismo, quelli della violenza, della perversione e della morte, a cui non dobbiamo mai abituarci, tutti i cattivi esempi non tolgono al cuore di ogni giovane il dono e la bellezza della vita, i suoi sogni e le speranze di vivere una vita degna; non soffocano la ricerca del bene e della felicità a cui ciascuno può aspirare.

Cari giovani, è questa la forza che avete nella vostra vita e nei vostri cuori, una speranza e una gioia, capaci di superare tristezza e noia.

Investite con coraggio le vostre energie nella costruzione delle famiglie e in una società più umana. Anche il mondo del lavoro ne avrà beneficio!

In realtà, tutti dobbiamo cercare di essere migliori di chi ci ha preceduto:

è questo il vero progresso umano, fatto di miglioramento di sé e di virtù. L’avventura più grande è il perfezionamento di sé, più che delle cose che passano!

Nella mia esperienza, con tantissime coppie di giovani, che frequentano il nostro Centro, ho potuto constatare quanto sia necessario curare le ferite umane e ridare forza e coraggio alla dimensione umana.

Ricordiamo le preziose parole di Edith Stein:

“Non accettare nulla come verità che sia priva di amore. E non accettare nulla come amore che sia privo di verità. L’una senza l’altro diventa una menzogna distruttiva”.

Voi giovani per noi adulti siete presenza e buona speranza per il futuro!

Oggi, 13 maggio, nel nostro calendario ricorre la festa di Maria, che per tanti cristiani e non cristiani, è fonte di gioia e di speranza.

Cari giovani, non sentitevi soli nei vostri progetti:

le Istituzioni, quelle civili e quelle religiose, vogliono essere vicini alle nuove generazioni, a voi donne e uomini del futuro!