Ringrazio Don Stefano e il Presidente Federico D’Andrea per la possibilità di condividere alcune informazioni su un tema che mi ha appassionato e coinvolto molto. Ho conosciuto più di 30 persone che hanno sperimentato una esperienza di vicinanza alla morte, loro oppure i loro genitori, questo mi ha coinvolto molto e da 10-15 anni sto raccogliendo libri.

Ho consegnato alla Fondazione IRIS 3 una raccolta di un centinaio di libri e articoli in formato digitale, classificati per categoria, in modo da facilitare l’accesso e farsi un’idea su un argomento che è veramente molto complesso. Ci sono ormai moltissime pubblicazioni, sia studi scientifici sia divulgativi, e due database disponibili su internet con migliaia di testimonianze.

Due raccolte sono avviate ormai da una trentina d’anni, occorre molto discernimento sia sui fatti sia sulle interpretazioni che vengono date su questi fatti, San Tommaso d’Aquino ci diceva che “tutto ciò che è vero viene da Dio, ma bisogna prima di tutto appurare ciò che è vero”.

Uno dei pochi autori cattolici è il dott. Patrick Taillet del Medical Bureau di Lourdes. Un sacerdote, riferiva che Patrick Taillet sarebbe stato incoraggiato da Giovanni Paolo II ad approfondire questo argomento perché altrimenti sarebbe stato appannaggio del mondo New Age. E così è stato: è appannaggio del mondo New Age.

Non vorrei incoraggiare a dire che esistono le esperienze di premorte, perché voi prendereste un libro qualsiasi e credereste a quello che è scritto nel libro, ma non è così. Noi abbiamo numerosi problemi su questo argomento, al di là del fatto che io ho cominciato a parlarne e alla fine ho trovato una trentina di persone, quindi vi suggerisco di fare la stessa cosa e solo allora avrete dei casi reali con cui venire a contatto.

Il problema è che c’è stato un pregiudizio a monte,  nella raccolta dei dati e quindi nei questionari utilizzati, ed un pregiudizio a valle, quindi nella interpretazione dei fatti da parte di chi li ha commentati. Faccio un esempio banale.

In queste esperienze si incontra Dio, un essere di luce, di amore infinito e incondizionato, e si vede spesso il paradiso. Tutto ciò viene commentato in una logica New Age, ma dal 3 all’8%, secondo le statistiche, vanno all’inferno. Tutto ciò viene commentato dicendo che lì si sono sbagliati, che è un effetto dell’anestesia o di altre sostanze, che era un problema psichiatrico ed erano stati condizionati dalla loro appartenenza alla religione cattolica.

Cosa non vera, perché gli incontri, cioè questo tipo di esperienze, hanno dei pattern, cioè degli schemi comuni e ricorrenti, sia in persone di età molto diverse, anche bambini piccoli, sia convinzioni religiose diverse, atei, agnostici, buddhisti, cristiani, musulmani, hindù, in India stanno cominciando a raccogliere parecchie testimonianze, e quindi diverse culture.

Arriviamo a spiegare di che cosa stiamo parlando: quali sono gli elementi comuni di queste Near Death Experiences (NDE), in italiano è tradotto come esperienza di pre-morte, ma è sbagliato perché non sono morti, sono vivi e non c’è nessuna pre-morte. Sono piuttosto esperienze di vicinanza alla morte, near vuol dire vicinanza, prossimità.

E infatti, lo anticipo, in quali situazioni fisiologiche si verificano queste NDE?


Uno, in casi di estrema cessazione di funzioni vitali. I più documentati dalle ricerche sono i casi di arresto cardiaco, più documentati perché la rianimazione ha fatto passi in avanti enormi, in particolare un cardiologo olandese ci si è dedicato e ne ha raccolti molti.

Più rari e quindi meno documentati, quelli di compromissione o morte cerebrale, come quello famoso del neurochirurgo Eben Alexander, perché era un chirurgo di Harvard, perché era ateo, perché si è svegliato credente e perché è anche guarito miracolosamente, il che vuol dire che c’è una probabilità su centinaia di migliaia di guarire.

Quindi è famoso, ha scritto anche il libro Il milione di farfalle, ma ci sono anche i casi intermedi di condizioni fisiologiche gravi, operazioni chirurgiche, etc, dove molte delle persone con cui ho parlato si sono trovate fuori dal loro corpo durante l’operazione chirurgica, hanno assistito alla loro operazione chirurgica, e casi di semplice rischio morte, che sono ancora più interessanti ad avvalorare l’interesse per questa cosa, cioè l’automobile che esce fuori dalla strada, come alcuni dei casi che ho raccolto, o il rischio di annegamento.

Questo giustifica il termine casi di vicinanza alla morte: in tutti questi casi, indipendentemente dallo stato cerebrale, altrimenti avremmo detto che è il cervello che lo produce, avvengono dei fenomeni comuni.

In che cosa consistono? In alcune fasi sono esperienze che se fosse completa, avrebbe le seguenti caratteristiche:

Fase 1, la Out of Body Experience (OBE), è l’esperienza di uscire fuori dal corpo fisico e possedere un altro corpo dotato di sensi. Anche i ciechi dalla nascita o quelli che erano diventati ciechi dopo, tutti vedevano benissimo ciò che succedeva nella sala operatoria, al piano di sotto oppure a casa propria. E chi era miope vedeva meglio, tornava a vederci con accuratezza e  riusciva a vedere ciò che avveniva nella stanza, quasi sempre dall’alto, potersi muovere con la sua intenzione di farlo a grandi distanze e poter vedere, per esempio, cosa avviene a casa propria. L’esperienza dell’OBE si verifica anche al di fuori dell’NDE e per questo è studiata da tempo come tema a sé stante. Il gesuita padre Giovanni Martinetti, ha scritto un libro “La vita fuori dal corpo” in cui confrontava le OBE, all’epoca ancora non erano state identificate le NDE, con le esperienze dei mistici cattolici ed in particolare le esperienze di bilocazione.
E’ chiaro che questo richiede coraggio, ma qui stiamo parlando appunto della fondazione di IRIS3 che ha il coraggio di affrontare questo tema dell’anima spirituale, si tratta di appurare i fatti e metterli insieme anche con quelli della tradizione cattolica. Purtroppo nessun teologo cattolico si è cimentato in una riflessione seria. Abbiamo solo un paio di predicatori protestanti, uno era ateo e si è convertito dopo l’NDE e poi è diventato predicatore protestante, che si sono dedicati alla divulgazione sul tema, ma una cosa è la divulgazione ed altra cosa è una riflessione sistematica dal punto di vista teologico.

Fase 2: rivedere delle parti significative della propria vita come se fosse un film e comprendere qualcosa di importante da un nuovo punto di vista.

La prima persona che ho conosciuto fu una ragazza della mia scuola che aveva tentato il suicidio due volte e durante questa esperienza aveva sentito la presenza di Dio, l’amore incondizionato, luce e amore. Lei aveva rivisto tutta la propria vita, mentre la macchina sbandava e Dio, questo essere di luce che le faceva vedere quanto amore aveva ricevuto.

Mi commuovo a distanza di anni, comprai il libro in una libreria quando incontrai questa ragazza con un’amica comune, poi questa ragazza è morta di AIDS ma non aveva più paura della morte perché aveva fatto questa esperienza.

Fase3: attraversamento di un tunnel per poi ritrovarsi nell’aldilà.
Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un tunnel, in altri casi invece vi è una metafora analoga per indicare un passaggio.

Fase 4: incontro con dei cari defunti e con degli angeli, in alcuni casi con dei fratellini morti prematuramente di cui non si aveva conoscenza, poi parlandone con i genitori, è venuto fuori che era vero.

Fase 5: incontro con Dio che viene descritto come un essere di luce di amore infinito e incondizionato.  Viene descritto come un essere di luce anche dagli atei, per questo non viene chiamato Dio. Uno scienziato russo ateo, di cui c’è anche la testimonianza video, ha detto immaginate l’imbarazzo di un ateo che parla con Dio.

In alternativa all’incontro con Dio, c’è l’incontro con Gesù, non solo da parte dei cristiani ma anche di atei, buddhisti e musulmani. Poi, c’è la visione simbolica del paradiso, questo poi vuol dire nell’esperienza ideale ma non tutti fanno tutta l’esperienza completa, con varie allegorie, dalla città che risplende di luce, come nell’Apocalisse, al giardino di armonia e felicità, come nella Genesi.

Esperienza alternativa all’incontro con Dio e con Gesù: l’inferno. Inferno con varie allegorie da quello classico a quello del deserto totale. L’inferno o diavoli, quelli classici che trascinano e portano all’inferno.

Esperienza aggiuntiva: il purgatorio, ma siccome il mondo protestante non conosce il purgatorio, non sanno dargli questo nome ma è il primo da cui è partito tutto, di fatto si è ritrovato un angelo che gli ha introdotto Gesù che l’ha portato nel purgatorio e poi il resto.

Poi c’è un rapido viaggio di ritorno in automatico con l’ingiunzione di ritornare perché non è il momento ed effetti successivi in termini di cambiamento di convinzioni e di vita, non solo di convinzione su Dio e sull’aldilà, anche su ciò che conta maggiormente in questa vita e nelle scelte di vita e nello stile di vita.

Tutti dopo l’esperienza hanno subito un cambiamento in meglio, ma la libertà rimane.

Tutte le persone che io ho conosciuto, hanno fatto due passi avanti e uno indietro. Lo si vede anche nelle storie famose, perfino quella di Eben e Alexander: non è che queste persone abbiano il dono dell’infallibilità, semplicemente rimangono le stesse persone.

In termini teologici hanno ricevuto una grazia particolare: la grazia di un passo in avanti nella loro conversione. Quanti ne hanno approfittato e quanti non lo hanno fatto, Dio solo lo sa.

Tra l’altro, in molti casi mi hanno raccontato che dimenticano, se c’è stata una comunicazione con Dio,  quale era lo scopo del ritornare indietro. Questo perché rimane la libertà

Concluderei con “cosa manca”. Mancano delle ricerche qualitative e quantitative effettuate negli ospedali con dei questionari che permettano una analisi statistica e poi anche delle interviste che consentano di aggiungere elementi non previsti nel questionario,  per raccogliere a caldo le esperienze e farlo in modo approfondito

Occorrono ricerche quantitative effettuate con questionari più dettagliati. Va bene l’uso del sito internet, anche se sarebbe meglio raccogliere direttamente dal testimone negli ospedali ma ci sono problemi di privacy etc. Il questionario dovrebbe essere molto più dettagliato rispetto a quelli che attualmente sono disponibili. E poi andrebbe fatta come dicevo prima una riflessione teologica cattolica dal punto di vista sistematico sui dati disponibili, una volta appurato che stiamo parlando di dati affidabili. Ringrazio per l’attenzione.